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REGIA CINEMATOGRAFICA

Come autore, i miei temi sono «la vulnerabilità come forza» e «gli esseri umani contro i labirinti sistemici».
 

Il mio obiettivo a lungo termine è raccontare storie che ci aiutino a comprendere, attraverso il sentire, che siamo sistemi dentro sistemi. Mostrare come funzionano, per osare immaginare come cambiarli completamente.
 

Vederci non come fugaci accidenti di carne, ma come partecipanti a una storia umana incompiuta, capaci di plasmarne, in unione e in fiducia, il corso globale.

Alenz Atman sul set, alla regia

FILM IN CORSO

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Martin e la sua squadra di agenti sotto copertura hanno il compito di fermare potenziali terroristi nella banlieue di Parigi.

La situazione della Francia li costringe a usare solo i pugni, poiché il governo non reggerebbe altre polemiche. Tuttavia Martin comincia a sentirsi incredibilmente a disagio per le descrizioni dei sospetti che riceve. L'alto comando comincia a chiamare queste persone «psico-terroristi» e in tutta la città la gente comincia a impazzire.

Scena di The Man Who Spits Acid

SAMSARA REDUX

Una stanza senza tetto, di altezza infinita, regge una fitta colonna nera che scende dal centro del buio.
Sotto è vuoto, colmo di una luce imperscrutabile. Marlon si sveglia senza sapere come sia arrivato lì. Intorno a lui ci sono persone che urlano, sedute e ammanettate come lui. Nel buio c'è anche un ragazzo in piedi nella stanza. Nessuno ha visto come si sia liberato. Eppure la sua sedia è vuota, le sue manette aperte. Le persone diffidano subito di lui. Marlon nasconde i propri sentimenti per conquistare il ragazzo. La colonna risplende, appare una chiave, il ragazzo la prende. Due fasci di luce rivelano ciò che apre:  o è una porta, che libera sé stessi, o è una serratura centrale, che libera tutti gli altri. Peccato per il ragazzo: è iniziato un conto alla rovescia...

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